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martedì 13 gennaio 2015

Giornalisti piantatela di dire e scrivere "Giustiziato" davanti ad un vile omicidio

Se c’è una cosa che non sopporto è sentire i giornalisti che usano a sproposito il termine giustiziato, sopratutto in riferimento a vili atti quali gli ultimi omicidi effettuati da luridi terroristi. Un animale (umano) che uccide un uomo indifeso non lo sta giustiziando lo sta ammazzando. La differenza è non minore, nella nostra lingua giustiziare ha come radice la parola giustizia, e dove risiede la giustizia li?
Non stiamo parlando di un atto perpetrato da uno stato che a seguito di un equo processo commina la pena capitale ad un condannato. Pur essendo contrario alla pena di morte in quel caso posso comprendere, e comunque non condividere, l’uso del termine. Ma la brutale uccisione di un essere umano inerme da parte di qualcuno al di fuori dell’ambito prima citato è tutto tranne che che giusto, o applicazione di giustizia. Quindi, per favore, basta usare questo termine a sproposito.
Diamo alle parole un senso. Il loro.

dal dizionario treccani:

giustiziare v. tr. [der. di giustizia] (io giustìzio, ecc.). – Sottoporre a esecuzione capitale, in seguito a regolare condanna penale, e più genericam. in esecuzione di una condanna a morte: g. un criminale; i due traditori furono giustiziati all’alba. Erroneo l’uso del verbo nel sign. di uccidere, assassinare. ◆ Part. pass.giustiziato, anche come agg. e s. m. (f. –a), che, o chi, ha subìto la sentenza di morte: i corpi dei due giustiziati furono sepolti nella fossa comune.

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